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PREMESSA
Il presente volume può esser visto come un viaggio nel tempo alla scoperta dell’ ”altra Trieste”, quella degli sloveni, ignota per lo più alla popolazione maggioritaria. L’antologia non intende limitarsi alla presentazione della loro attività letteraria, ma ha l’ambizione di offrirne un quadro più vasto e vario, un ritratto spirituale, politico, sociale e storico, costituito da più eterogenee testimonianze: pagine documentarie e di diario, articoli giornalistici, memorie familiari, lettere private, omelie, rappresentazioni di costume, aneddoti, saggi, e ancora poesie, prose liriche, bozzetti, racconti brevi e novelle di molti che a Trieste hanno vissuto e hanno lasciato una traccia nella sua storia passata e recente.
Il materiale è strutturato in modo da seguire un percorso cronologico attraverso i secoli, con particolare attenzione per il periodo a noi più vicino e conosciuto, che va dalla fine dell’Ottocento ad oggi. Gli autori di questo volume non sono solo letterati, scrittori e poeti, ma persone dalle ideologie diverse e dai mestieri più vari: dal politico e deputato al musicista e compositore, dal sociologo al psicologo, dal maestro elementare allo studente, al docente universitario, allo studioso di fisica e astronomia, al medico e al sacerdote fino al semplice agricoltore.
Alla parte antologica, comprendente testi di ben sessantasei autori, si aggiunge un saggio introduttivo che traccia i lineamenti principali della storia culturale, politica e sociale dell’altraanima di Trieste: quell’anima che la città adriatica, nel suo lungo cammino storico, ha spesso voluto nascondere, quasi vergognandosene, o di cui semplicemente non si è accorta, e che nel periodo più buio – il ventennio fascista – ha cercato perfino di distruggere. Le conseguenze di quest’ultimo periodo sono tuttora percepibili: bisogna infatti constatare che le invisibili barriere fra i due gruppi etnici, quelle del sospetto e del pregiudizio verso il “diverso”, a tutt’oggi non sono state completamente abbattute. Ben pochi tra i cittadini italiani sono dunque disposti a riconoscere che Trieste – per limitarci alla sfera letteraria – non è solo la città di Svevo, Saba, Stendhal, Joyce e Tomizza, ma anche di Trubar, Kosovel, Bartol, Rebula e Pahor. L’antologia che qui presentiamo vuol colmare questa lacuna; e se in un momento di cambiamenti storici epocali in cui assistiamo alla caduta dei confini che, dopo lo sfascio dell’impero austroungarico, hanno diviso la città dal suo entroterra sloveno, L’altra anima di Trieste riuscirà a interessare anche solo una piccola parte della cittadinanza italiana, il nostro scopo sarà raggiunto.
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